mercoledì 14 novembre 2012

Scienza e Fede : binomio inconciliabile?





“ La cosa più semplice 
Ancora più facile 
Sarebbe quella di non essere mai nato 
Invece la vita 
Arriva impetuosa 
Ed è un miracolo che ogni giorno si rinnova 
Ti prego perdonami, ti prego perdonami, 
Ti prego perdonami se non ho più la fede in Te 
Ti faccio presente che 
È stato difficile 
Abituarsi ad una vita sola e senza di Te !

Mi sveglio spesso sai 
Pieno di pensieri 
Non sono più sereno 
Più sereno com'ero ieri.. 
La vita semplice 
Che mi garantivi 
Adesso è mia però 
È lastricata di problemi ! ”









“Manifesto Futurista della Nuova Umanità” è il secondo singolo tratto dall’album “Vivere o Niente” pubblicato nell’anno 2011. Esplosivo e provocatorio, questo brano vuole mettere a nudo una presa di posizione sul binomio “Scienza e Fede”, una questione, questa, che ha sormontato i secoli, arrivando ancora oggi ad accendere gli animi di coloro che abbracciano l’una o l’altra posizione.  È chiaro, dunque, l’intento del cantautore che si concretizza attraverso i suoi versi : una provocazione ironica sulla realtà dell’Uomo Moderno che si distacca dal passato in maniera sostanzialmente netta, rigettando una visione dell’esistenza espressa unicamente in chiave religiosa e privilegiando la scienza come punto di partenza, nonché di arrivo, della realtà umana. È la celebrazione di un Uomo Nuovo che identifica la vita come una combinazione di fattori casuali e reazioni chimiche della natura; l’implicito suggerimento che la genesi dell’esistenza  va ricercata sui libri di scienza e non su quelli di teologia. Posizione radicale, quella di Vasco, sottolineata ancor più nel video della canzone che mostra due elementi parecchio significativi : un treno in viaggio che sta a rappresentare l’esplosione della tecnologia conseguente alla Rivoluzione Industriale e, sul finale, il celebre dipinto di Gustave Courbet, “L’Origine del Mondo”, (dipinto nel 1866 ed attualmente esposto al Musée d’Orsay di Parigi) chiara rappresentazione su tela di un nudo femminile da cui, secondo le provocatorie intenzioni del pittore, tutto ha origine. Il testo della canzone non ha lasciato tutti indifferenti  generando, in realtà, anche svariate polemiche. C’è da tener presente che un pensiero così formulato non può essere preso alla leggera, ma resta sempre un fatto personale, anche se non esclusivo. Fede e Scienza, Sentimento e Ragione, Filosofia e Psicanalisi : argomenti forse troppo impegnativi per una canzone? Non se fanno nascere spunti comunicativi e di riflessione. La Fede implica che il cristiano creda in un unico Dio. Certamente l’istinto umano necessita di alimentarsi e credere in un qualcosa di alto, di soprannaturale, per dare concretezza e senso ai suoi valori ma non possiamo non riconoscere la valenza della rivelazione all'interno della sfera religiosa, ossia il fatto che questa entità si sia rivelata attraverso Cristo e i profeti, dunque dati da non considerare trascurabili. D’altro canto la scienza è prova tangibile di significati dimostrati; il suo sviluppo nel corso del tempo ha raggiunto risultati  inimmaginabili e ha gettato luce su interrogativi ostici che altrimenti sarebbero rimasti privi di risposte. È anche vero, però, che la scienza non è esente da limiti: un grado di fallibilità è sempre presente. Esplicitare in maniera sintetica e riduttiva l’una o l’altra posizione è assai difficile, ma l’interrogativo che potremmo prendere in considerazione è : davvero uno dei due concetti esclude l’altro o è possibile una compresenza di valori? Possiamo davvero sostenere una posizione ed escludere l’altra senza tener conto delle contro prove?









" La scienza senza la religione è zoppa. 
                              La religione senza la scienza è cieca. "

      Albert Einstein




mercoledì 7 novembre 2012





Sapete perché i giovani mi seguono?
Perché io canto quello che Loro canterebbero, se non lo cantassi io.
E perché hanno paura del buio. Come me. "

                         
                                             - Vasco Rossi

                     


Disillusione, passato e sogni infranti





                                                                                  “ E mi ricordo chi voleva 
                                         al potere la fantasia,
 erano giorni di grandi sogni, sai,
eran vere anche le utopie..

E cosa conta chi perdeva,le regole sono così..
‘ È la vita ed è ora che cresci’ ,
devi prenderla così ! ”














“Stupendo” , brano anch’esso tratto dall’album “Gli Spari Sopra” del 1993, è considerato uno dei capolavori discografici di Vasco. Lentamente siamo proiettati in una dimensione lontana dalla nostra, quasi avvolta da una fitta foschia che ricorda i tempi andati. La disillusione, il passato e i sogni infranti sembrano abbracciare il testo ed arrivare a noi in un grido di rimpianto. Si tratta della fine di tutte le convinzioni dell’età adolescenziale, con riferimenti evidenti alla generazione rivoluzionaria del Sessantotto e dei primi anni Settanta. “ Eran vere anche le utopie” in quegli anni:  i giovani che sognano di cambiare il mondo e irrimediabilmente, crescendo, si accorgono di quanto invece sia il mondo a cambiare loro;  realizzano che le regole e chi sta al potere hanno da sempre la meglio e non c’è spazio alla speranza. Cosa resta dunque? La scelta più semplice: “ci vuole sempre qualche cosa da bere, ci vuole sempre vicino un bicchiere” afferma Vasco in modo così esplicito. Un inno gridato ad alta voce ; il tempo che passa inesorabile porta con sè le illusioni che si dissolvono. Una strada difficoltosa da intraprendere per le generazioni future, che vengono caricate di una responsabilità così grande: tentare laddove gli altri hanno fallito; avere un’idea, sfiorare il cambiamento e inseguirlo fino al raggiungimento dell’obiettivo.