martedì 23 ottobre 2012

Se non appari mai in Tv...



“ Non sai più se è un film
oppure se è successo veramente,
oggi è la Tv a dire se
se una cosa ‘è vera’ o ‘se hai sognato te’ !

Tu non sei, non sei più in grado
neanche di dire se …..quello che hai in testa l’hai pensato te!
Qui non sei, non sei nessuno
qui non esisti più,
se non appari mai in TV! "


                                
      




 Le strofe citate sono tratte dalla canzone "Non appari mai", collocata al secondo posto dell’album "Gli Spari Sopra" pubblicato nel 1993. Un pezzo esplosivo ed inconfondibile che  esplora il mondo dei media, con particolare riguardo alla Tv, e l’influenza che esso esercita sulle nostre menti. In pochi minuti vengono sintetizzati un significato e una protesta che, seppur messi nero su bianco circa un decennio fa, non sembrano mai essere stati così attuali. Quanti di noi, dopo aver trascorso svariate ore dinanzi alla Tv, si chiedono quanto questo possa essere un comportamento di routine fine a se stesso o possano esserci delle ripercussioni più o meno compromettenti? Probabilmente una minoranza davvero irrisoria. Mettiamo il caso che si guardi la Tv per tre ore al giorno: questo presuppone che sui 365 giorni che compongono un anno, ne impieghiamo 45 inchiodati al piccolo schermo e su una vita media di 85 anni, ne trascorriamo ben 10 allo stesso scopo. Non è terrificante? Purtroppo mettersi alla ricerca di teledipendenti, al giorno d’oggi, non è un’impresa così ardua. Ma quali sono i veri e propri “effetti disastrosi” dell’apparentemente innocua televisione? Essere inghiottiti dal meccanismo di seduzione delle menti, che ha il fine di persuaderle con credenze e bisogni del tutto superflui. Una tra tutte è linea di confine invisibile, ma paradossalmente possente e sempre più accentuata, che separa due poli agli antipodi: da un lato il comune spettatore, dall'altro il prototipo del “bello, ricco e famoso”  che schiaccia completamente  il primo. Il messaggio inconcepibile che solo il raggiungimento di questo tipo di status quo può permettere agi, soddisfazioni e privilegi; che è solo questo complesso di caratteristiche a contare nella vita. Spostando il centro dell’attenzione su un altro punto di focalizzazione, sembra cosa buona e giusta citare il "favoloso" mondo della pubblicità. Raffiche di immagini che ci esortano a comprare e che vantano la presunzione di sapere di cosa abbiamo bisogno; frasi studiate e sequenze ben determinate ad arrivare a noi nella forma più credibile. Affermazioni, queste, che vogliono gettare luce sul fatto che non è un errore considerare la Tv come “un’autorità” la quale  contribuisce a formare il pensiero e la mentalità, che incide sulle nostre scelte e sul nostro stile di vita, che induce a conformare i pensieri e a creare modelli. La mente umana, dal canto suo, è facilmente manipolabile.









“  Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza e leggo un libro. 
           Groucho Marx